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Lavori del Tram in via Indipendenza, via libera al proseguimento dopo le indagini della Soprintendenza
Via libera dalla Soprintendenza al proseguimento dei lavori di realizzazione della Linea Rossa del Tram, dopo che che gli scavi in corso per la posa delle rotaie avevano portato alla luce alcuni resti archeologici nel tratto tra via Altabella e l’incrocio con le vie del Monte e Manzoni. Autorizzato, su istanza presentata dal Comune per poter proseguire i lavori, lo smontaggio e la conservazione in loco di alcune porzioni delle strutture murarie emerse, con la prescrizione di documentazione della stratigrafia archeologica dell’area che a seguire verrà reinterrata previa adeguata protezione e messa in sicurezza con rete microforata.
Le indagini della Soprintendenza hanno valutato che i ritrovamenti delle strutture i mattoni e selenite di reimpiego ritrovate sono “ipoteticamente identificabili come pertinenti al battistero medievale”, pur pesantemente rimaneggiati con “importanti interventi di disturbo di età moderna (ad es. perforazione di un pozzo, tagli per la posa di condutture in cemento-amianto), che hanno profondamente intaccato la stratigrafia archeologica e le strutture stesse”, hanno comunque “consentito di fornire inediti dati scientifici relativi alla sequenza storica degli eventi urbanistici di questa porzione del centro storico, mai indagata archeologicamente prima d’ora e le cui conoscenze sono basate esclusivamente sullo studio di documenti storici relativamente recenti”.
In considerazione del fatto che, per la posa delle rotaie del Tram e sottoservizi, non verranno eseguiti scavi profondi – infatti “le interferenze risultano di minima rilevanza, localizzandosi in soli due punti e per una profondità non superiore a 20 cm”-, la Soprintendenza autorizza la prosecuzione dei lavori con alcune prescrizioni.
In particolare, autorizza lo smontaggio e la conservazione in loco di alcune porzioni strutturali interferenti e prescrive di procedere con alcune operazioni: la struttura muraria settentrionale in laterizi sarà oggetto di rimozione dei mattoni per le sole larghezza e profondità necessarie alla creazione dell’alloggiamento della polifora (che è l’insieme dei tubi dove scorrono i cavi degli impianti elettrici dei sottoservizi); i quattro blocchi di selenite in cresta alla struttura adiacente saranno asportati, documentati e “se privi di segni distintivi, ricollocati a lato entro le fosse di scasso già scavate”, e protetti con rete microforata dei singoli pezzi; stessa procedura per un “grande blocco di selenite (già scalpellato per la posa del binario di inizio Novecento)”, la realizzazione dell’incavo per la posa della polifora dovrà essere effettuata avendo cura di non fratturare il monolite.
Saranno gli archeologi a intervenire a documentare gli interventi prescritti e al termine tutta l’area, comprese le strutture che non vengono toccate, sarà ricoperta con rete microforata, poi con uno strato di di protezione costituita da almeno 5 cm di sabbiella, per poi proseguire con la posa delle infrastrutture del tram.
L’organizzazione dei lavori sarà rimodulata per assorbire i giorni di inattività, al fine di mantenere il termine previsto.